Metávasi per Mer solidaire
Metávasi è un totem luminoso stampato in 3D con un biomateriale a base di amido di mais, grano e capesante provenienti dalla filiera di riutilizzo della ristorazione normanna (materiale riciclabile tramite compostaggio industriale prodotto dall'azienda Francofil). È nato dalla collaborazione con il mio compagno Damien Scwhed, architetto d'interni dell'agenzia Bati Bati architecture, nell'ambito del progetto "Mer solidaire" a Marsiglia, organizzato da Le Réseau le bunker des calanques, SOS Méditerranée e i loro partner: l'Étude De Baecque & associés, il Curiosity club, la libreria Mima e la Dame bleue.
Mer solidaire è un processo creativo collaborativo di 3 mesi durante il quale 53 creativi del Sud, artisti, designer e artigiani hanno realizzato 47 oggetti, individuali o collettivi, partendo dai testi impegnati e poetici di Marielle Macé. Questo processo è culminato in un'asta solidale di queste opere inedite, a favore di SOS MÉDITERRANÉE, martedì 17 settembre, presso l'Étude De Baecque et Associés a Marsiglia.
〰️ «Metávasi» significa «Transizione» in greco. Concretizza attraverso la materia un cambiamento di stato, che sia fisico, mentale e/o geografico... una transizione da uno spazio pesante, torturato, cupo verso uno spazio più leggero, più dolce, più luminoso. Simboleggia un'apertura verso la speranza, un passaggio dall'irrespirabile al respirabile. La base inizia con un movimento ondulato ispirato alle onde del mare e si ricopre di una texture ruvida e striata simile a un aggregato di sabbia, capesante e acqua, come se una tempesta avesse mescolato questi tre elementi per farne un nuovo materiale. Più il totem si allunga verso l'alto, più la materia e le forme si levigano e si placano, come un cielo senza nuvole. È composto da 11 moduli che si avvitano l'uno con l'altro.
È ispirato a una frase di Marielle Macé nel suo libro «Respire»: «Inspira, spera: è per dire che nella respirazione c'è l'aria che si riceve e la speranza che ne deriva, che dovrebbe derivarne. Un'accoglienza e un futuro, un richiamo e una liberazione, sotto il vento delle parole.»
In coppia dal nostro incontro alla scuola di architettura d'interni, sappiamo che il nostro approccio creativo e artistico è complementare. Desideriamo sempre più che le nostre azioni abbiano un senso e che abbiano un impatto positivo sulla società, sulle persone, sull'ambiente. Non comprendiamo la paura dell'altro, soprattutto se proviene da altrove. Il lavoro di SOS Méditerranée, così come la storia delle persone che attraversano questo mare a rischio della loro vita guidate dalla speranza di un quotidiano più respirabile, ci ha motivato nella creazione di un'opera comune.